Posto qui il mio diario dal Giappone, scritto sotto forma di mail che mandavo agli amici. Ho vissuto a Tokyo 3 mesi, nella primavera del 2002.
All'inizio non è nulla di che, sembra il diario di una sedicenne, ma poi il Senso si rivela, eccome.
Siate intrepidi, leggete.
Ecco la mia prima mail dal Giappone:
AHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH!!!
Non ci crederete mai, ma trovare un internet cafe a Tokyo non e facile... certo ce ne sono, ce ne sono un sacco a Shinjuku e Shibuya, che se fossimo a Milano sarebbe come dire in via Torino e a Brera, abitando io ai navigli...ma qui per andare dai navigli a Brera ci vogliono 5 minuti a piedi, + 15 in autobus e dai 40 +ai 60 in metro/treno...che per Tokyo e poco...ma fate voi!
Qui tutti usano il cellulare per mandare le mai, oppure hanno la connessione a
casa, in effetti io ho trovato l'unica famiglia giapponese che non ha un
computer a casa...
domando a Megumi (mia sorella giapponese): non hai il computer? e lei: Ah, mio padre in ufficio ne ha
uno! e io: e tu? e lei: ah, non ho mai usato un computer! e sorride...
questo per dirvi perche ancora non vi ho scritto molto...ma ora ho trovato un internet cafe alla stazione metro vicino a casa mia, Omori, nel grande magazzino RaRa! Carino no?
Qui gli internetcafe non sono tali, ma sono qualcosa di meglio, sono Manga Cafe!! Ovvero tu paghi per un ora circa 3 euro 50 e puoi leggere tutti i manga che vuoi sdraiato su poltrone e lettini, bevendo tutto il the e caffe che vuoi, in un'atmosfera rilassantissima, e poi ci sono anche i computer connessi...
Ora, dal terzo piano di RaRa comincio il mio racconto...
sono miliardi le cose che ho da dire, sono 9 giorni che sono a Tokyo e mi
sembrano almeno 2 mesi, accadono tantidssime cose in un giorno, vedo cose incredibili ogni due metri, tutto si affolla alla mente, parlo giapponese e alla sera alle 9 crollo dal sonno, perche qui gli stimoli sono tantissimi, solo guardare è come studiare, parlare giapponese è un esperienza intensa, visualizzare come vere tutte le cose che ho sempre letto studiato e visto nei manga è un emozione che mi prende moltissime energie, ma fino ora le emozioni sono tutte positive.
Segno su un piccolo quaderno quanto più posso, perche sono cosi tante le cose incredibili e diverse che temo di dimenticarle.
Mi rendo conto che sto scrivendo in un italiano pessimo, ma davvero parlare giapponese non è come parlare nessuna altra lingua dalla struttura sintattica di matrice indoeuropea...qui la sintassi è un altra cosa, decisamente non si tratta nè di latino, nè di inglese...
La prima volta che sono arrivata a NY il cielo era plumbeo , con nere nuvole basse, sopra c'era il sole, con raggi larghi che filtravano nelle nuvole, si preparava un temporale, ma l'immagine era irreale, in più usciva il fumo dai tombini.. e ricordo che ho pensato: questa e Gotham City!
Tokyo...la prima cosa che ho visto di Tokyo e stata una orribile periferia
industriale, sulla strada da Narita a Tokyo, e ho pensato: dove è il mio
Giappone? Era da 30 ore che non dormivo, nervosissima per l'avverarsi del mio sogno.. ero stanca disorientata e all aereoporto mi aspettava la prova dell'incontro con la famiglia giapponese...
mi hanno portato a casa...
Abito nella circoscrizione Otaku, che vuol dire grande Risaia, nel quartiere
MinamiMagome che vuol dire affollamento di cavalli sud...
La casa...è grandissima, una villetta a due piani in un quartiere di sole case, con viuzze piccolissime e case tutte a due piani come si vedono nei manga di Adachi, o in cartoni come Lamu e Maison Ikkoku, un piccolo cancello con scritto in ideogrammi il nome della famiglia.
Ho una stanza tutta per me, al mio piano il water è riscaldato e contiene il
bidè...nel senso che quando ti siedi l'asse è tiepido..e di lato ci sono
numerosi bottoni, schiacciandone un paio escono vari tubicini che emettono getti di acqua calda che fanno il bidè in varie direzioni e in funzione dell'anatomia...
Ogni sera faccio O-Furo, il bagno giapponese. In una stanza c'è una vasca di acqua bollente (il termostato segna 43 gradi C) e di fianco uno spazio col pavimento inclinato per farsi la doccia prima di entrare nel bagno, dove a turno si immerge tutta la famiglia, nella stessa acqua arricchita di essenze termali.
Per questo è molto importante strofinarsi bene. Naoki, il mio amico che ha
organizzato la mia venuta qui, pensava che gli italiani facessero solo una doccia la settimana e che il bidè fosse un piccolo bagno che usiamo ogni tre giorni...che orrore!!!
La casa ha mobili occidentali stile inglese per il resto, ma un sacco di dettagli mi ricordano sempre che sono in Giappone...
nella prossima mail vi scrivo della famiglia, di Megumi, della Tokyo dei templi e della Tokyo Blade Runner, delle ragazzine in uniforme scolastica cui si vedono SEMPRE le mutande, dei distributori di bottiglie di the giapponese caldo, del quartiere dei bordelli, dei poliziotti e dei ristoranti in cui puoi mangiare con 8milalire kili di sushi, del film di Miyazaki che ho visto al cinema, delle aidoru, del primo kimono che ho indossato e di come questa famiglia dopo 3 giorni già piangeva per me...
Ecco la seconda, anche se parla della mia famiglia giapponese secondo me suggerisce molto della cultura giapponese (molte cose le ho capite dopo)...
Ciao...
sto bene, anche se ogni tanto qualcosa mi destabilizza...ma forse e`
normale..
Vorrei cominciare con il raccontarvi della famiglia presso cui vivo.
Forse vorreste prima sapere di Tokyo, del Giappone e delle studentesse in
minigonna, e certo anche di quello vi parlero`, ma prima vorrei descrivervi il contesto in cui vivo.
Vi ho gia` un po detto di come sia grande ricca e confortevole la casa in cui vivo..la mia stanza e` quasi un minimonolocale..e in casa ci sono due pianoforti a mezza coda...due in una casa sola..?
Megumi e` la ragazza che studia da soprano e che ha voluto ospitarmi. Ha circa 20 anni ed e` molto carina, timidissima, ignara del mondo e convinta che in Italia gli uomini siano tutti elegantemente vestiti e imbrillantinati come nelle foto anni 50 del suo idolo, il tenore Cesare Siepi.
La leggenda vuole che Megumi, sentendo all'età di 10 anni Siepi cantare abbia deciso di voler diventare cantante lirica.
Lei ama e idolatra Siepi e vorrebbe sposarlo..senonche` pare ora lui abbia più di 70 anni.
Ma lui è divenuto il demiurgo del suo immaginario, il dio che ha plasmato le sue fantasie sugli uomini. Lei vuole incontrare un uomo di circa 40 anni,
sicuramente molto più vecchio di lei, ricchissimo, dal cuore nobile e gentile "bello come Siepi" e intelligente.
Non guarda i ragazzi della sua età, d`altra parte ha frequentato solo
scuole femminili e si è sempre invaghita platonicamnete dei suoi anziani
professori.
Guarda molti film vecchi americani, pieni di uomini attraenti e imbrillantinati. Un altro suo idolo e` il protagonoista di the sound of music. Questo è ciò che sogna il fiore Megumi.
Immaginate una esile e minuscola Doris Day giappoense, sempre vestita con tubini anni 50 e che indossa anche quando piove raffinate ed eleganti scarpe beige.
Immaginate la più brava delle brave ragazze e considerate che essendo
giapponese lo è ancora di più...immaginatela sempre sorridente e affabile, piena di gentili espressioni come le ragazze dei manga, ma senza alcuna
malizia, ignara dell`amore e di cio che fuori da casa sua esiste...
E` convinta che le coppie gay non facciano mai sesso e solo si tengano per mano, tutta la vita. Perchè ovviamente non può immaginare come si possa fare sesso essendo dello stesso sesso...
Immaginate che in tutti i luoghi di Tokyo famosi, compresa la tranquillissima città vecchia, lei non era mai stata. Vive da 20 anni a Tokyo, ma a parte la casa e l`università, non frequenta altri luoghi.
Teme molto le persone che non conosce, non esce MAI la sera, se vede degli amici lo fa a scuola.
Naturalmente fuori da scuola non frequenta nessun ragazzo, nemmeno come amico. Immagina il mondo come pieno di playboy che vogliono aproffittare di noi (teme anche per me), pensa che sia inconcepibile rivolgere la parola a qualcuno che non si conosce. Casa, scuola e chiesa, se in Giappone ci fosse la chiesa.
E` un angelo che fatico ad immaginarmi reale, sembra uscita da piccole donne, e se fosse una di loro sarebbe Beth...
Il mio piu grande timore era.. cosa le sembrero`io??
Ma lei mi adora...pensa che io sia bellissima e buonissima e dopo pochi
giorni che vivevo a casa sua mi ha detto piangendo: Vorrei che tu stai qui in eterno!.. giuro piangeva...
Si sveglia ogni giorno alle 5 e 40 per fare esercizi di canto prima di andare a scuola, appena sono finite le lezioni torna a casa.
Non va in giro. Non esce mai. Non frequenta locali. Pensa che nei locali
notturni ci siano solo brutte persone e pericolose.
IL Giappone è il paese più sicuro che possiate immaginare. Ma per lei un ragazzo che non la conosce e le parla è pericoloso.
Megumi non si e` mai nemmeno infatuata, aspetta il suo clone 40enne di Siepi e ed è terrorizzata che io rivolga la parola a un ragazzo giapponese che non mi sia stato debitamente presentato.
Non vuole nominare nemmeno a bassa voce Kabukicho, il quartiere del sesso a Shinjuku, dobbiamo dire la città segreta, anche tra noi...
Megumi parla bene italiano, ha trascoros la sua adolescenza nella scuola femminile dove devi portare i capelli sempre legati e sono ammesse solo mollette nere...
Si commuove perche` memorizzo al primo posto il suo numero di tel sul mio cellulare e pensa che Freud, che ha letto tutto a scuola, sia troppo osceno, ma a sorpesa, udite udite..
ama Nietzsche!!!
Chi e` Megumi? Mi mancano dei punti di orientamento...
sono in Giappone..forse così mi posso spiegare Megumi...
Erina ha 10 anni, tutti la chiamano Erichan, anche io.
Studia painoforte da quando ha 3 anni fa lezione con una insegnante che e`pianista, una volta la settimana. Un`ora costa 400.000 lire. Giuro.
Da grande vorrebbe fare la pianista. Le piace tantissimo suonare e ascolta per ore il walkman, solo grandi pianisti.
Ma detesta studiare ed esercitarsi e le piacciono anche le Morning Musume, un gruppo di aidoru cantanti giapponesi 12enni bruttissime e incapaci ma molto popolari. Adora giocare. E per queste ultime cose io la adoro....
E` carinissima, ma molto diversa da Megumi: viziata, ma in maniera
adorabile, ha un caratterino molto meno accondiscendente. Lei
appena torno a casa mi corre incontro e mi sta abbracciata almeno 10 minuti.
Appena si sveglia viene a salutarmi. Vuole sempre uscire con me, io lo
faccio volentieri, mi piace Erichan, vivacissima, parliamo giapponese e lei e`la mia insegnante. Non mi spiega le cose, semplicemente mi parla e quando non capisco con naturalezza usa sinonimi, come se fosse certa che al secondo o terzo tentativo capirò.
Mi parla come se io fossi giapponese. Il che naturalmente e`la miglior scuola di lingua che esista.
Giochiamo a prendere i petali di ciliegio che il vento fa cadere dai rami.
Mi riempie di regali, parla di me alle sue amiche e ogni giorno qualche
bambinetta giapponese viene a incontrare la "straniera".
Nella sua scuola sono famosa: una delle sue insegnanti vuole prendere
lezioni di italiano da me e il preside mi ha ufficialmente invitata ad
andare a scuola a giocare con gli alunni..sono una sorta di celebrità.
Un giorno le ho detto tu sei mia amica, lei ha risposto: tu sei della mia
famiglia quindi sei la mia sorella maggiore...
che dire, mi è sembrato uno dei momenti piu` incantevoli della mia vita
E` così: non mi hanno detto fai come se fosse casa tua, mi hanno
detto noi siamo la tua famiglia qui in Giappone.
Megumi ha pianto dicendo stai qui in eterno, Erichan mi dice che sono sua
sorella come se stesse enunciando una verità palese, la madre mi chiede con apprensione, se quando torno a casa la sera mi sento che sto davvero tornando "a casa" e se mi sento a mio agio...
sono meravigliosi. Questa non so sei sia una famiglia giapponese tipo, ma è la mia famiglia giapponese.
IL padre ha dei negozi di abbigliamento sportivo e lavora dalle 6 del
mattino alle 11 di sera tutti i giorni, ceniamo sempre senza di lui. Riposa
una domenica pomeriggio al mese....giuro!!!!!!!!!!!!!!!!!
La madre insegna pianoforte ai bambini e dirige 4 negozi di dolci europei,
lavora tutti i giorni tranne la domenica pomeriggio e ogni giorno cucina per tutti. E cucina le cose più buone che abbia mai mangiato. Tutte
rigorosamente giapponesi, tradizionali, in zona (www.drsears.com) e sane. Ma della cucina vi parlerò in una mail sulla cucina.
Lavorano tantissimo. Un italiano medio in confronto non fa niente. Vi
rendete conto che il padre si riposa una volta volta al mese, cioe` 12 volte l`anno soltanto??
Forse vi ho annoiato, ma volevo descrivervi come e con chi vivo. Fuori dalla mia finestra, a due metri c`è un tempio shintoista. Ogni mattina mi sveglio con l'attività del tempio. La prima mattina, mi sono svegliata con un rumore di vento, e il verso di strani animali, come anatre. Forte vento e anatre. E non capivo dove fossi, nel dormiveglia..pensavo forse il tempio alleva delle anatre o qualche vicino...poi ho scoperto: niente anatre: Tokyo e` piena di enormi corvi neri, che gracchiano tutto il tempo. Neri, grossi come un bambino di due anni, quando sono in cielo ancora ancora, ma quando sono a terra ti rendi conto che il loro becco e` grosso come un coltello da cucina, largo come un gorsso martello...sono alti e lunghi e bellissimi ma fanno davvero paura. Quote the raven Nevermore...
Per ora ho finito. Vi ho raccontato le cose forse meno interessanti, ma ci tenevo. Prossima puntata: La gente di Tokyo e Tokyo...
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Arrivando a Tokyo ..pali della luce, ovunque.
Tantissimi, fitti, tesi sopra la città come una fitta maglia, come un
gigantesco gomitolo.
Come in Lain, tema ricorrente.
E treni. I treni di Ozu!!! Metropolitana veloce all`aperto, i treni attraversoano tutta Tokyo e vanno dentro e fuori la città. Sono sopra, sotto, ovunque. Treni..treni..treni di Ozu..
La prima cosa che ho visitato di Tokyo è stato un tempio buddhista. Non sembra un luogo di culto, almeno non a me. E` divertente. La gente arriva, si lava le mani e poi si cosparge il corpo di incenso nei punti deboli o da guarire, o sulla testa per diventare più intelligenti.
Poi suonano una grande campana, battono le mani 3 volte, pregano 4 secondi e poi via, a mangiare e girare tra le bancarelle di dolci, spiedini e maschere e palloncini di Hello kitty.
Sembra una fiera di paese.
Ho mangiato per primo quello che è divenuto il mio dolce preferito: taiyaki, un pesciolino di pasta leggera e non dolcissima ripieno di anko.
Anko.
Anko è la cosa più buona sulla faccia della terra.
Amo così profondamente e con devozione anko, che non reisco ad appellarla usando l'articolo.
Anko è buonissima. Anko è una pasta tipo marmellata di fagioli rossi azuki , ma non tanto dolce.
Di cosa sa? Anko sa di ricordi, di caldo d'inverno e fresco d'estate, di
famiglia in senso poetico, di mangaparty e cosplay, di bagno caldo, di maglioni, di baci, di cinema, di desideri, di tutto ciò che amo al mondo.
Mangiare A nko calda mi riconcilia con la parte migliore di me e del mondo.
E non la mangio spesso: mi basta sapere che esiste, che è raggiungibile, che per pochi yen posso avere tutto il conforto dell`universo.
Ti amo Anko...
Nei templi tutti si divertono a comprare omikuji, tradizionali responsi del
destino in forma di striscioline di carta ripiegate. Si paga qualche monetina e si legge la fortuna. Serve all`economia del templio ed è divertente.
Non per me che posso distinguere solo i caratteri di piccola media o grande fortuna...
Gli altri stanno ore a leggere gli omikuji e per me è un enigmatico disegnino.
Però se la fortuna non è grande si fa una cosa divertente: strisciolina di carta e nodo attorno a dei fili tipo stendibiancheria. Così qualcuno
provvederà a occuparsi della nostra sorte. Speriamo.
La cosa pazzesca è che in un contesto tanto tradizionale ci sono le macchinette automatiche distributrici di omikuji: monetina ed ecco scendere il responso...mah...!
Tokyo è enorme, delirante, abnorme, brulicante, pulsante, viva, immensa, come il mostro di Akira.
Venti milioni di persone.
Arrivi a Tokyo e pensi: si va beh, non mi accorgerò di tutta sta gente...
poi arrivi veramente a Tokyo e pensi: oh mio dio...un concerto degli U2
ovunque...anzi l'ultimo concerto degli U2 prima del ritiro definitivo, ovunque!
Ovunque si vada c'è folla, nelle stazioni, sempre. Nelle strade, sempre. Nei negozi, nei grandi magazzini, nei templi, nelle librerie(bravi!) nei caffè, nei ristoranti, sempre.
A me tutta questa gente piace tantissimo. Mi fa sentire al centro dell`esistenza.
A Shibuya, la città (qui i quartieri si chiamano città) trendy dei giovani,
tutto è un megaschermo alla BladeRunner, neon e schermi e musica e voci e BladeRunner...
A Shibuya ho provato un`emozione strana.
Semaforo rosso. Di fianco e tutt'intorno centinaia di persone. Dal'altra parte della strada uguale. Poi verde: uno spostamento d'aria, un fiume di gente, tutti si muovono all`unisono, io penso paralizzata di essere una comparsa in scene di esercito alla Spartacus...mi perdo..e un'emozione sale: sconcerto, misto a paura della folla ed esaltazione.
Sì, esaltazione, sembra di essere attraversati da quel fiume di gente.
E ho voglia di rifarlo subito, come uan droga.
********Fine prima parte di Tokyo*****************
A Shinjuku tutto è ipertechno, palazzi altissimi, megaschermi, mega
pubblicità, supermegamagazzini.
Esci dalla stazione immensa, un crocevia di linee di treni, di metrò, di vite
sicuramente, ed è un tuffo al cuore.
Poi cominci a girare...Kinokuniya, libreria immensa, due filiali di 6 piani a
pochi metri una dal'altra..come è possibile??
E piene di gente. Il piano terra tutto manga e dvd di anime..da soffocare di felicità, disperazione perchè non posso leggere niente, e curiosità per tutti quelli che si leggono tranquillamente i manga porno con indosso la divisa delle medie o l`abito da ufficio...
fantastico!
Poi esci e ti tuffi nell'oceano di negozi e MegaMagazzini...e pensi: come faranno a sopravvivere così tante attività commerciali?
Ovunque nelle grandi strade, ma anche intorno a tutte le stazioni ci sono non uno, ma tanti mega grandi magazzini, uno di fianco all'altro, decine di piani brulicanti di attività.
Il regno dell'offerta, del consumo, di tutte le cose utili e inutili si possano immaginare di mettere in vendita, dei servizi, del packaging, del design pubblicitario, degli annunci pubblicitari, delle immagini pubblicitarie, dei commessi che urlano e sbraitano per attirare nel loro negozio qualcuno dei 20 milioni di persone...
Società capitalistica avanzata. E qui è più evidente che in tutti gli altri posti del mondo (che ho visto).
Società capitalistica straavanzata. L'importante è non smettere di danzare (chi coglie la citazione?)
Chi compra, chi può comprare cosi` tanto???
Come è possibile che esista così tanta roba da consumare? Come è possibile consumare così tanta roba? Chi, chi consumerà???
Ci credo che poi l'elemento centrale dell`esistenza umana di questo secolo sia indurre al consumo. Qui senti l'urgenza di consumare, devi consumare, altrimenti chi, chi consumerà ??? E questo interrogativo e` angosciante, fa girare la testa, fa venire la nausea. Mentale.
Società capitalistica avanzata. Nausea. Mentale.
Eppure è anche affascinante, perchè qui, per la prima volta, ti sembra di poter percepire l'immensità del sistema dei consumi, vedi gli ingranaggi e le infinite propaggini della società capitalistica avanzata. E non lo vedi con la mente, ma lo vedi coi sensi, con gli occhi, annusi e odi la concretrezza del produrre, del vendere e del consumare. E ..vorrei lo vedeste, è come se qui, ignaro, il mostro si mostrasse, si lasciasse percepire....
E il cibo, che, senza metafora, urge di essere consumato?
Miliardi di ristoranti, uno affianco all'altro, miriadi. Più caffè, negozi di qualsiasi cosa commestibile, più tutti i supersupermercati della terra, più tutti i primi piani di megamagazzini stipati di gastronomie e prodotti tipici di qualsiasi parte del Giappone e del mondo. Più chioschi, bancarelle ambulanti, gelaterie, fast food giapponesi, fast food americani, fast food di sushi, di dolci, di dolci, di dolci...angosciante. Nausea. Mentale.
Fisica è impossibile, tutto ciò che è giapponese è squisito. Anko ti amo.
Chi mangerà tutto questo? E quando? E perchè?. Societa` capitalistica avanzata. Nausea. Sempre mentale.
Ma non c`è un'attività che sia priva di clienti. 20 milioni. Già. A Milano
forse 3. A New York, 6, 8?
20...milioni, che mangiano tutto il giorno, a qualsiasi ora ...
L'intero universo sta mangiando e consumandao, ora, a Tokyo.
20 milioni e un mistero mi attanaglia: tutti i giapponesi è risaputo e
comprovato ora da me, lavorano 18 ore al giorno, come pazzi (infatti sui treni dormono tutti! Tutta l'umanità sta dormendo sui treni di Tokyo, i treni di Ozu...), sette giorni su sette, si va a scuola anche al pomeriggio. Allora chi, chi sono questi milioni di persone che affollano le strade e le stazioni e tutta Tokyo ad ogni ora del giorno? Se tutto il Giappone è impegnatisismo a produrre la linfa del consumo, allora questi che girano, siedono nei caffè,nei ristoranti, nei negozi, questi chi sono? Chi sono???
Non capisco. Ma me li godo. Sono bellissimi. Tutti.
********* fine Tokyo seconda parte, prossima puntata: Kabukichoo, il quartiere
del sesso di Shinjuku ********************************
vi bacio, vi bacio e ora esco a baciare qualche bel giapponese in uniforme da
Babyl Junior
valentina
Prima di dedicarvi Tokyo_parte terza, facciamo l'intervallo con Stranezze_parte prima.
Inutile dire che in Giappone, a Tokyo, di cose strane ce ne sono interi universi.
Soprattutto i primi giorni ogni cosa che vedevo, dalla più appariscente ed
eclatante alla piu` insignificante e minuta, mi sembrava degna di nota, densa di significato, nuova, diversa, mai vista prima, incredibile, impensabile, inimmaginabile e, a volte, inconcepibile.
Ora davvero mi riuscirebbe difficile riferirle tutte, ma alcune sono entrate nel mio immaginario sotto l'etichetta : cose alquanto inusuali del Giappone.
E almeno queste ve le posso narrare.
La prima cosa, che forse non vi stupira....ma che per me rimane tuttora incredibile, è che in Giappone I medici scrivono in tedesco. Sempre.
Tutti.
Le cartelle mediche, la documentazione del paziente, I referti, le diagnosi,
qualsiasi documento di ordine medico, sia all`interno di una struttura pubblica, sia nel privatissimo studio del dentista, sia cio` che viene consegnato ai pazienti, insomma, qualsiasi medica scripta manenda (e chi si ricorda piu` il latino, dato che nella mia testa navigano giapponese in via di definizione, inglese che vola senpre più alto e italiano nuovo plasmato dalla struttura mentale giapponese) sono in lingua tedesca.. Tranne grazie a dio le ricette per acquistare le medicine.
Perche`?
Già, io ingenua occidentale mi chiedo il perchè delle cose... i giapponesi non tanto....Perchè? Chiedo,
e loro, candidi, magnifici e puri: perchè, in Italia I medici non scrivono tutto in tedesco?
No.....scrivono in italiano .....e loro : ah si`? Che strano....E io eh
già....e dunque .... perchè in Giappone I medici scrivono in tedesco?
(ritento) ... Risposta: non so, è naturale.. non me lo sono mai chiesto.
Problemi di eziologia. (Vedi dopo il paragrafo: problemi di eziologia).
Tornando ai medici che scrivono in tedesco, dopo aver chiesto a lungo scopro che, come era plausibile, I tedeschi hanno importato la medicina occidentale in Giappone, pertanto, la prima letteratura in merito era in tedesco. Già, ma oggi?
Oggi per laurearti in medicina devi studiare ed imparare perfettamente il tedesco, non solo perchè dovrai scrivere tutto in tale lingua, ma anche perchè la maggior parte della letteretura medica giapponese viene pubblicata in tedesco.
Perchè? Tradizione, dicono alcuni, non so dicono tutti gli altri, è così.
Già. Problemi con l'eziologia. Qui in Giappone non è naturale chiedersi il perchè delle cose. La maggior parte delle cose sono. E tanto basta loro.
Non è, naturalmente, che non ci sia il perchè, volendolo indagare presi da un attacco di atteggiamento logico occidentale (o da occidentale e volendo anche orientale curiosità), è che non è radicato nella loro cultura l'atteggiamento mentale di domandarsi il perchè delle cose. in ogni circostanza...
nessuno si chiede nella vita quotidiana il perchè di tante cose, è nostra l'abitudine culturale di indagare origine e causa d'ogni cosa, nostra occidentale, di matrice greca, qui lo sento moltissimo ora...
...Ovviamente non è sempre totale assenza di esigenza eziologica, ma lo è a sufficineza da sconcertarmi !!!
Non c'è, in genere, la tendenza all'eziologia, i giapponesi non ne sentono la necessità. Per una che ha studiato filosofia ciò è ancora più evidente...
Per i Giapponesi le cose SONO, da sempre, o da poco, per natura o per artifizio, non importa poi molto altro...
Semplicemnte sono.
A me sembra incredibile non chiedersi il perchè di cose come il tedesco dei medici. Non essersi mai chiesti perchè in Giappone, dove spesso molti anziani non sanno neanche leggere i caratteri occidentali, i medici scrivano in tedesco....non essersi mai posti le domande.....questo sembra essere una autentica questione di ordine filosofico, una differenza che ha a che fare con la ricerca delle cause prime in Occidente, (ah i Greci!), e l'accettazione dell`immanenza del reale in Oriente.
Ci penserò quando tornerò a casa. Intanto pensateci voi.
Altra cosa divertente ....Megumi mi chiede: cosa c'è sulla Luna? E io, in un accesso di "scientificismo" all'occidentale, penso..ma non so forse c`e` ancora la bandiera americana..
e lei, sorridendo, affabile, e squisita come sempre mi dice: in Giappone sulla Luna ci sono i conigli...io che ero con il pensiero ai crateri lunari ho visto improvvisamente spuntare da quei crateri tanti coniglietti azzurri che parlavano giapponese, poi sono tornata col pensiero a Megumi e ho detto: come scusa, voi credete che sulla Luna ci siano i conigli?
E per un attimo, una frazione di secondo, potenza di parlare altre lingue!, ho creduto che i Giapponesi credessero che la Luna sia popolata di conigli, ma ovviamente è stato un attimo, un attimo prima di capire che Megumi intendeva dire che sulla faccia della Luna, intrepretando le macchie, laddove noi vediamo un volto, i Giapponesi vedono la sagoma di un coniglio.
Che esperienza! Credere che loro credano a conigli alieni e, una volta ripresami, restare comunque deliziata all`idea che nella faccia della luna ci sia un coniglio che cucina il mochi!!!!
Il mochi è un dolce di riso, fatto con il riso pestato in un mortaio per 30 minuti.
E sulla luna, se guardate bene, c'è un coniglio di profilo che pesta il riso e
fa il mochi più buono dell`universo.
Nelle rappresentazioni grafiche tradizionali luna e conigli sono sempre
associati. Il coniglio guarda la luna, guardare la luna e` fare tsukimi, il nome di un'immagine di luna e coniglio.
vi bacio e vado a mangiarmi un mochi ripieno di Anko, che si commenta da solo.
Soprattutto se lo ha cucinato il coniglio.
valentina
Ho dimenticato di dirvi un particolare mieloso che però tanto mi commuove ogni volta che ci penso...
Erichan dice sempre che sulla luna insieme al coniglio ci siamo io e lei,
perchè la luna è casa nostra, essendo noi Hoshi no hime, principesse delle stelle. Ah, come la amo!
Bella la luna in Giappone.
Proseguendo, in Giappone il dentista costa pochissimo, molto meno che prendere i mezzi per una giornata.
Farsi curare una carie costa 5 euro!!!! (ma avrò capito bene? Sì Yousuke l'ha confermato...beh però qui non c'è la mutua!)
Però farsi un giro in centro con la metro, vedere un paio di posti e tornare a casa costa circa il doppio.
Eh, vita giapponese.
Altre amenità varie che mi sovvengono: esiste una qualità che alcune donne giapponesi possiedono, che le rende immediatamente attrici di successo.
Si tratta di un grado o meglio di una sfumatura di bellezza fisica, che le rende speciali.
Non è bellezza statuaria o classica, nè sensualità, "provocanza" o grazia, nè bellezza da madonna o da ragazza della porta accanto. Si tratta di qualcosa di più indefinito,che forse non ha corrispettivo nel nostro immaginario, e nella nostra cultura e che ora tenterò di descrivervi.
E` una qualità che appartiene alle ragazze dall'aria semplice, acqua e sapone, eppure in qualche modo eleganti e raffinate, passive, ma al contempo come avvolte da una luce che le rende intoccabili, immacolate e ieratiche, ma al contempo dolcissime e per nulla distanti, hanno l`aria di essere al mondo per consolare porprio te, ma sono talmente pure che nessun uomo si sognerebbe di violarle.
Desiderare queste donne signifca desiderare di contemplarle, rilassandosi,
assaporando la magnifica sensazione di benessere e tranquillità che queste creature naturalmente trasmettono, per osmosi visiva. Senza connotazioni sessuali o passionali.
Questo tipo di bellezza femminile, si dice sia in grado di consolare i cuori
degli uomini, pertanto una ragazza che possegga tale qualità può immediatamente diventare attrice. Così tutti gli uomini del Giappone,
guardandola sorridere nei film, potranno sentirsi sollevati dalla fatica e
dall'orrore della vita. Costei allevia i cuori grevi d'affanni degli uomini giapponesi.
Spesso senti qualche amico/a dire: quel'attrice è brava ad alleviare il dolore dl'animo degli uomini stanchi...le pene dello spirito degli uomini stanchi.
Una birra in mano, la moglie accanto, milioni di uomini stanchi si fanno alleviare le pene dell'animo da queste fatine ...
Mah! cosa posso dire, se non aggiungere che esiste una parola per questa capacità di alleviare:iashike.
E allora guardiamo tutti la tv giapponese dove volteggiano creature di fiaba che sono iashike...
Comunque una cosa è vera...in qualche modo questa qualità esiste, se persino io ho imparato a riconoscere quelle che sono iashike..
In Giappone tutto parla, suona, canta, vibra, emette onde sonore...in continuazione, ovunque anche nei luoghi meno plausibili e meno indicati.
Le stazioni dei treni e della metro hanno una musichetta breve che attacca appena il treno si ferma, poi immediatamente arriva un altro treno e riattacca. Ci sono vari tipi di musichette da stazione, e in una giornata le puoi sentire decine di volte..alla fine mi addormento con nella testa la melodia della mia stazione, Oomori.
Tutte le macchine che fanno retromarcia suonano, gentilissime per avvisarti.
Grazie. Se fanno retromarcia in due già non capisco più niente.
I semafori suonano musichette quando è verde. parlano quando è rosso. Anche le stazioni parlano in continuazione. E i treni e gli autobus parlano. Sai sempre dove sei, dove vai dove stai andando dove vuoi andare dove non andrai.
E sullo stesso autobus puoi avere una voce femminile, una maschile e le
varianti.
Arrivi a Ueno stazione, e immancabilmente rumore di treni, di gente, di chioschi, di negozi, musichetta da stazione, che ti accompagna fino all'uscita, dove ti accoglie musichetta di semaforo e annuncio di negozio, più 10 o 15 suonerie di cellulare, più musichetta del parco di fronte, più macchine in retromarcia, più venditore di cd che riecheggia da dentro la stazione, più...più il tuo cellulare, che ovviamente non senti MAI. Come fai a sentire il tuo cellulare se intorno a te ci sono una 50ina di suoni diversi?
Non ho ancora capito come fa la mia suoneria, perchè non la sento mai. E quando la sento non la riconosco e penso che sia la musichetta della stazione o del negozio dove mi trovo.
Suoni, luci, deliri. Voglio un`attrice che mi allevi i sensi tramortiti.
Vi bacio e vi allevio con amore
Ecco, per il momento, la conclusione della serie Stranezze.
Se l'acclamerete, vedremo di editare Stranezze2.
L'inglese dei giapponesi in genere è incomprensibile, e scopro che deriva da un adattamento alla giapponese del'americano del'ovest, quindi forse è per questo che internet si dice intaanetto, building si dice biro (!) ,e varie cose così...ma non solo inglese!
Van Gogh si pronuncia Goho (aspirata la h) e tutti pensano che Van sia il nome (almeno tutti i miei amici
), pertanto pronunciano solo il cognome, Goho appunto.
Parlavo del manga di Tezuka "Storia dei 3 Adolph" e per fare capire quale
intendessi (non ricordavo il titolo giapponese) dicevo: ma sì dai! quello in cui si parla di Hitler..
sconcertandomi per circa un'ora mi fanno credere che non sanno chi sia Hitler...
poi scopro che "ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh vuoi dire Itara!"
E sì certo...Adolph Itara..
Altra cosa per me stupefacente, e commovente, riguarda Hello kitty (qui si chiama Kittychan): esiste tutto, ma proprio tutto.
Il latte al supermercato, lo yogurt, le medicine e i cerotti, la tv, il tostapane(che ovviamente tosta il pane con sopra la faccia di Kitty), la lavatrice e l`aspirapolvere. Le valigie, le lenzuola, i mobili. La bici, il motorino e la macchina!! Lo stereo, il lettore dvd e i vestiti, compresa la lingerie sexy.
Che dire, sono KittyRa, cioè pazza per Kitty.
E voglio la lavastoviglie di Kittychan.
In Giappone ci sono distributori automatici ovunque, naturalmente. Cio` non stupisce. A stupire forse però e` ciò che talvolta distribuiscono: già vi ho detto degli omikuji, ma ancora non vi ho detto delle mutandine usate da studentesse e impacchettate sottovuoto e distruibuite... naturalmente etichettate con la foto della ragazza che le ha possedute.
E adesso non chiedetemi di portarvele, che costano un sacco di soldi, e i soldi mi servono per prendere i mezzi, che qui costano come le mutandine usate delle studentesse!
A proposito di mutandine...
qui a S.valentino le ragazze regalano ai ragazzi la cioccolata a forma di cuore (vedi manga e anime vari).
I maschietti ricambiano il gesto d'affetto nel giorno delle mutandine, festa istituita in Gippone in occasione della quale i ragazzi regalano appunto mutandine alle loro ragazze.
Romanticissimo.
Come romanticissima è la storia del dono che un ragazzo fa alla ragazza che gli piace alla fine delle superiori. Io adoro questa tradizione, mi fa impazzire.
Avete presente le meravigliose divise da liceale maschio giapponese, quelle alla Babil Junior, nere con giacca col collo alla coreana e i bottoni dorati? ( le adoro, stanno benissimo a qualsiasi ragazzo, sono sensulissime, ma se uno le indossa è sicuramente minorenne, per cui mi astengo) Comunque, dicevo, la divisa alla Babil Junior...tradizione meravigliosa vuole che le ragazze chiedano al ragazzo di cui sono innamorate (quando lui finisce il liceo) : Mi regali il tuo secondo bottone della divisa?
Se lui accetta e fa il dono, vuol dire che anche a lui piace lei.
Il secondo bottone perchè per anni è stato, ogni giorno, vicinissimo al cuore dell'amato...
Che storia sublime...
Un ragazzo può regalare il suo secondo bottone una sola volta nella vita...a una sola ragazza...e se ricevi da un ragazzo il suo secondo bottone, sei certa di possedere qualcosa di unico.
AHHHHHHHHHHHH questa storia è bellissima..mi immagino la scena manga di lei che, guardando per terra, chiede a lui, al tramonto, se vuole regalarle il suo secondo bottone..poi lui dice sì, lo stacca e glielo da, ..e lei fugge via per L`imbarazzo...lui la rincorre, la trattiene per un polso, la gira e dopo uno scambio di sguardi di mille tipo di pagine e pagine...la bacia...e naturalmente lui è bellissimo come un cavaliere dello zodiaco e lei è bellissima come una Lady Isabel dai capelli lunghissimi e viola...
Torniamo alle stranezze nipponiche...
Nei negozi non puoi in genere provare i vestiti. Ah, e come faccio a sapere se mi va? Te lo dice la comemssa.
Ah, e come faccio a sapere se mi piace come mi sta? A casa lo provi e se non ti piace lo puoi cambiare.
Ah, e perchè allora non posso provarlo adesso? Se poi lo provo a casa e lo cambio...
Risposta mia: così, comunque, il negozio ha guadagnato per certo. Società capitalistica avanzata.
Comunque le taglie giapponesi sono piccolissime: la M e` una 38 italiana, sei fortunata se la L arriva alla 42... Meno male che sono una taglia 40!
Una tipa italiana che ho conosciuto, piuttosto grossa e formosa, torna il mese prossimo in Italia per...fare shopping!!
Perchè in Giappone non trova mai la sua taglia. Problema anche con le scarpe...meno male che ho il 37! Già ill 38 si trova raramente..
Per concludere vi dico che qui qualsiasi baracchino o distributore di qualsiasi stazione e strada vende al posto della coca cola e dell'acqua bottigliette di the verde senza zucchero, sanissimo e infuso al punto giusto, caldo o freddo come uno preferisce.
L'acqua minerale costa come il the verde. Nelle case tutti hanno una macchina attaccata al rubinetto che rende minerale l'acqua dell`acquedotto.
La coca cola costa di più e ne bevono molta meno, perchè, ti dicono, non è sana. Dei geni.
Vi saluto e vado a chiedere a qualche bel fanciullo del liceo se mi regala il
suo secondo bottone.
baci e sollievo a tutti voi!!!!
(poche mutandine anche questa volta, mi spiace)
Ho dimenticato una appendice di Stranezze!!!!!
Perdono!
Volevo dirvi anche che qui ci sono i testimonial più insoliti per le cose piu`
normali...
Il protagonista di Trainspotting, Ewan McGregor con le sue gigantografie
campeggia enorme in ogni stazione, su ogni treno e pubblicizza una scuola di lingue.
Ma la cosa più sensazionale è che come testimonial di una linea di prodotti
cosmetici da uomo della Shiseido hanno scelto...Ken Il Guerriero!!!!Lui disegnato in posizione da combattimento e bocca che urla lancia dei ...tubetti di cosmetici...
Giuro!
baci
valentinachan
L'altra sera sono andata a Roppongi. Alla fine ho deciso di andarci, mi sono detta:vivo a Tokyo da più di due mesi e non vado a Roppongi?
Roppongi (alla lettera: sei alberi!!!!!) è il quartiere o meglio città del
divertimento notturno per occidentali. Tutti gli occidentali che abitano a Tokyo o che vi capitano per qualsiasi motivo cercano divertimenti a misura di occidentali a Roppongi.
Perciò non mi interessava affatto andarci. Però alla fine mi sono detta: ma sì andiamo a vedere come è il tempio degli svaghi per stranieri, dove pare ci siano i migliori club che vendono sesso e discoteche degne di tutto l'occidente, america latina compresa.
In più la mia amica Yoko lavora in un caffè italiano, andando a trovarla ho
conosciuto Saverio, il direttore del locale e lui mi ha invitata ad andare a
Roppongi con lui e i suoi amici stranieri.
Perchè no, in fondo ero pure in crisi da astinenza di socievolezza...ovvero
soffrivo un po' del fatto che qui, se non ti presentano qualcuno, nessuno ti
parla nei locali, se chiedi un'informazione si spaventano, se tenti un approccio amichevole scappano...la maggior parte dei giapponesi sono così... i miei amici no naturalmente, ma sono pur sempre giapponesi per cui la sera tardi non escono.
In crisi di astinenza da contatto umano casuale ho deciso di andare a Roppongi con Saverio e gli stranieri, che sicuramente mi avrebbero parlato anche senza che qualcuno ci presentasse ufficialmente..
E così decido andare e dopo tre giorni convinco Megumi a venire..lei pensa che forse moriremo e abuseranno dei nostri cadaveri una volta giunti a Roppongi, ma data la rassicurante presenza di Saverio, che anche lei nel frattempo ha conosciuto, si decide di stare circa mezz'ora nell'inferno occidentale di questa città (quartiere) che, come dice lei, è il punto più pericoloso dell'Asia. Mah, oddio...mi verrebbero in mente un po' di altri posti...
Naturalmente Roppongi se eviti i club del sesso per il resto è pericolosa come un giardino d'infanzia di una fiaba di coniglietti..
Arriviamo a Roppongi e sì, ci sono i tipi che ti vogliono portare nei locali,
gli ubriachi che ti dicono ciao bella, uomini di ogni nazione che, in crisi di
astinenza da contatto umano anche loro, ti parlano a fiumi, ma tutto qui. Come sapevo, essendo Tokyo la città più sicura dell`universo. Sempre a evitare i locali dove vendono sesso gestiti dalla Yakuza, ma in genere, se non li cerchi tu, loro non cercano te, per cui...
A Roppongi duecento persone di ogni dove mi parlano e finalmente mi ricordo cosa vuol dire conoscere gente simpatica per caso. Mi mancava.
Canadesi, tedeschi, indiani, albanesi, ghanesi, in un'ora ho conosciuto un sacco di persone! Mi mancava.
Poi abbiamo ballato in un posto carinissimo, pieno di canadesi ubriachi
simpaticissimi. Un tipo di Tirana ha mollato la sua fiamma giapponese della serata per corteggiare me e lei si è molto risentita tirandogli uno schiaffo, ma insomma, cose che capitano... almeno in occidente.
Mi sono divertita molto e un po' mi ci voleva...i giapponesi sono meravigliosi come ho avuto modo di descrivervi, ma, amici a parte, e gentilezza formale a parte, i 20 milioni che non conosci ti fanno sentire isolata e inesistente e molto straniera quando giri da sola... è una cosa che dopo 40 giorni pesa un po'.
Quindi ben venga una serata a Roppongi per ricordarsi che esistono persone che ti parlano anche se non le conosci a scuola e anche se conoscenti comuni non ti presentano.
Ma veniamo al dunque di questa mail...
ero preoccupatissima che Megumi rimanesse sconvolta da tutta questa gente che ci parlava, da tutte queste persone che ballavano appiccicate..ma sembrava cavarsela e anche in qualche modo divertirsi...
Tornate a casa mi ha detto che era stata la prima volta in vita sua che sentiva quella musica americana (normalissimo pop rock occidentale) e che ballava e vedeva gente ballare...mi ha detto: è stato molto divertente e non pericoloso!
Con Valentina io sempre faccio cose per la prima volta!
Adorabile.
Ma ancora il sublime non si era palesato.
Il giorno dopo, a colazione, candida, splendida e radiosa, come solo nei manga e nei film di Audrey Hepburn, Megumi ha pronunciato le seguenti parole: "Da quando Valentina è qui io sono molto cambiata. Ho fatto molte cose per la prima volta e ho visto molti posti divertenti. Io prima pensavo tutto è molto pericoloso, ma ora non ho più paura, ora il mondo è il mio giardino...
Testuali parole.
E io invece non ho più parole...So much beauty I can`t stand it...
valentina
e ora il mondo è ancor più il mio giardino...
C'è del marcio in Giappone. Come in Danimarca. Come nel resto del mondo, ovviamente.
C'è. lo vedo, lo sento e l'ho davanti agli occhi ogni giorno.
Ma no ho nessuna intenzione di raccontarvelo.
Non adesso.
Preferisco raccontare solo i laghi di benessere e di bellezza che sono ovunque.
Solo sappiate che la bellezza non mi ha accecata. E questo per darvi idea di come qui la bellezza sia assolutamente oggettiva. E se la bellezza risiede negli occhi di chi la guarda, io ho gli occhi più belli degli universi interi.
Finalmente, dopo avervela fatta tanto sospirare, ecco la terza parte su Tokyo, ovvero il mondo del sesso senza la cultura cattolica, anche intitolata "società capitalistica avanzata (di nuovo): come commercializzare con successo e legalmente il sesso e tutto quello che lo riguarda in qualsiasi modo o maniera."
A Shinjuku c'è Kabukichoo, il quartiere ufficiale dei bordelli. Ma piccole sedi distaccate si trovano più o meno in tutti i centri principali: Shibuya è piena, Gotanda è nota solo per quello, Akihabara e Ginza pullulano, tutto naturalmente con leggere differenze di stile.
Ma Shinjuku è il centro palpitante del sesso commercializzato. Kabukichoo.
Stupefacente, kitch irreale troppo manga per essere vero.
Negozi di soaplando (soapland), ovvero i regni del sapone, offrono ragazze giovani carine e occupate a farti massaggi nude o con indosso ciò che richiedi e paghi extra.
E le loro facce e nomi propri campeggiano enormi su insegne rosa e verde acqua e lilla e altri colorini manga, piene di bollicine come nella
sigla dell'incantevole Creamy.
Negozi che ufficialmente, legalmente e con plauso della popolazione vendono sesso. Non video porno, non oggetti per il consumo privato del sesso, non spettacoli per il consumo pubblico ma più o meno virtuale del sesso. O meglio anche tutto ciò certo, ma anche tutto il resto.
Tutto ciò che da noi si vende ad angoli di strade o in luoghi più o meno celate. E molto altro ancora...
Qui tutto il sesso è venduto, offerto con lo sconto della settimana speciale,
pubblicizzato in molti luoghi come le stazioni e recensito da riviste specializzate che pubblicano il menu di ciascun locale.
Il menù.
Perchè certo anche i giapponesi hanno i loro pudori...per cui va bene l'insegna gigante con la 16enne nuda dal'aria ingenua che ti guarda
con gli occhioni mentre intorno a lei luccica al neon la scritta veri massaggi rilassanti, ma certo non si può, per buon gusto, scrivere sull'insegna o in vetrina quanto costa un pompino...
e già!
Quindi per sapere dove puoi fare cosa, a che prezzo con quali costi extra e con chi, ti compri la tua bella rivistina porno con le recensioni e così scopri quale è il negozio di sesso orale più conveniente di Shinjuku, o magari quale ti fa lo sconto se torni tre volte in una settimana.
Come dice il mio amico Yosuke, i negozi di "solo bocca" sono ovunque, anche a Shibuja, certo per sapere in quale esattamente offrono "solo bocca" meglio che cerchi prima sulle riviste e guardi il menu.
E già, perchè è imbarazzante entrare in una soapland a cercare "solo bocca" e sentirsi rispondere che loro non hanno il prodotto " solo bocca", ma che le loro ragazze saranno felici di offrire altri articoli, come massaggio completo o sessione sadomaso a richiesta...
Per la cronaca il mio amico Yosuke è fidanzatissimo con la mia amica Makiko, per cui non frequenta certi luoghi, sia chiaro...
Negozi di sesso " solo bocca", bar con cameriere in topless, con cameriere solo in reggiseno, con cameriere tutte nude, o vestite ma senza mutande e il pavimento è a specchio, o in uniforme da studentesse e coi codini,
o vestite da geisha col kimono...quale gusto hai? Non c'è problema..cerca sulla rivista e sai dove andare...
Mi viene in mente Roland Barthes che a proposito del Giappone dice: In occidente il sesso è ovunque tranne che nel sesso.
In Giappone vi assicuro che il sesso è nel sesso, ma comunque è lo stesso
ovunque...
Intere strade di negozi che smerciano corpi e incarnazioni di fantasie, a volte con eleganza, a volte così kitsch da farti credere di essere sul set di un video poppunk, e poi così fetish che davvero non ci puoi credere. Puoi vendere le tue mutandine, ma le devi togliere nel negozio così i negozianti possono garantire al cliente che le acquisterà che le hai realmente indossate.
Poi le impacchettano sotto vuoto con la polaroid che ti scattano.
Puoi vendere peli di varie parti del tuo corpo, cicche da te masticate e impregnate della tua saliva, la tua uniforme scolastica, i tuoi indumenti sportivi, etc..
Lo so che non ci crederete, ma a Yoyogi Koen un uomo mi ha detto che mi avrebbe dato dei soldi se leccavo un po' del suo gelato (alla lettera, non era una metafora) e poi glielo ridavo. Giuro.
Giri per Kabukichoo e pensi, ok il sesso si vende ovunque nel mondo. Ad Amsterdam ci sono le donne in vetrina.
In altri posti ti vendono la figlia...
ma quello che impressiona di qui è il senso di "industria", di meccanismo di produzione, che aleggia su tutto.
Non si vende il sesso di nascosto e contro la legge o in tutta discrezione e professionalità come in certi posti.
Qui c'è la pubblicità, lo sconto e il menu! Non c'è niente del bordello all'occidentale..
Qui ci sono i negozi, le attrazioni, le montagne russe del sesso, si è oltre il
consumo del sesso, siamo alle variazioni sul tema del consumo del sesso...
Non è solo giocare a calcio, ma è seguire il campionato, leggere la gazzetta, giocare a fifa 2000, e persino giocare al fantacalcio...
Non so se mi sono spiegata...qui non si tratta più di consumare il sesso a
pagamento, qui si tratta di creare nuove urgenze, di studiare nuove fonti di attrazioni riguardo al sesso, di creare nuovi oggetti del desiderio
consumistico, nuovi bisogni, di esplorare nuovi possibili mercati...
Qui il sesso non è tabu (anche se poi hanno le loro ipocrisie, tipo non puoi nominare Kabukichoo ad alta voce) e dunque il sesso come tutto il resto è semplice oggetto di consumo, intorno al quale tutti si affannano a creare e indurre nuovi desideri.
Un business pazzesco. Legale ovviamente.
E poi ci solo i Love Hotel..di solito sorgono su delle collinette, cosicchè si può parlare di Love Hotel Hill.
In verità le collinette sono solo stradine che vanno in su. I Love Hotel sono ovunque.
Ovunque ci siano ristoranti ci sono Love Hotel. E naturalmente in posti come Shinjuku e Shibuya sono innumerevoli.
Cosa è un Love Hotel?
E`un albergo a ore dove si va a fare l'amore. Il nome parla chiaro.
Tariffe diverse a seconda di quanto intendi restare, se solo due ore o tutta la notte, ma a Shibuya ce ne sono di superconvenienti per i giovani: 3900 yen soltanto per tre ore!! Naturalmente questi sono pieni a tutte le ore del giorno e della notte, per cui devi sempre finire in quello accanto 4900 yen solo due ore...
Sono come i motel? Non so come è un motel, ma direi per niente...se non per il fatto che paghi a ore.
Intanto non sono sulla tangenziale, ma ad ogni angolo di strada. E poi non sono frequentati da coppie clandestine ma da tutti coloro che hanno una relazione e vogliono fare l'amore.
Al Love Hotel ci vanno i fidanzatini del liceo, le coppie che stanno insieme da anni e naturalemnte quelli che si sono conosciuti in discoteca (ma questo meno: vi ho detto i giapponesi non parlano con gente che non conoscono...per cui non usano troppo abbordare nè conoscersi nei locali).
Le colline di Love Hotel a Shibuya sono incredibili...i Love Hotel più assurdi, kitch, esotici, a tema: castello europeo, ranch, residenza araba, guerre stellari etc..
Naturalmente fuori sono eleganti e discreti...per quanto può essere discreto un hotel bianco con la scritta gigante rosa al neon: hotel nuit du reve...
La suite imperiale sadomaso completamente rivestita di pelle nera è eggendaria e costa una follia...
Sembra il luna park del sesso, un parco a tema, sesso appunto è il tema, con giostre e attrazioni.
La concorrenza impone che si eccella in discrezione e servizi o in fantasia.
Per cui non di rado le stanze sono accessoriate con distributori a banconote di oggetti vari per il sesso, tipo falli finti e accessori vari. Selezioni forma, colore etc..
Naturalemente c'è il bollitore dell'acqua per bere il the verde, gratis, e il distributore di bibite, a pagamento.
Su e giù per la collinetta coppie di ragazzi silenziosi timidi o ubriachi che entrano ed escono a ogni ora dai suddetti hotel dell'amore.
E se li incroci abbassano lo sguardo.
I love hotel sono incredibili..entri e le luci soffuse creano una sorta di atmosfera intima ed accogliente, scegli la stanza guardando le foto su una
bacheca elettronica: quelle illuminate sono ancora disponibili. Schiacci il pulsante e cade la chiave della stanza.
A quel punto il ragazzo paga discretamente la stanza ad una persona misteriosa nascosta dietro un vetro fumè che ti ringrazia infinitamente di aver scelto il loro Love Hotel.
E poi è un labirinto in sofficissima moquette, guai a far sentire la propria presenza alle altre coppie intente a fare l`amore..
Quando scadono le due ore, non tanto discretamente ti telefonano per avvisarti che se intendi restare dovrai pagare di più...
Alcuni Love Hotel invece delle foto delle stanze hanno dei monitor: la
telecamera ti mostra lo stato reale della stanza libera, letto inquadrato.
Quando la selezioni si spegne automaticamente.
Già..e se non dovesse spegnersi????
Se tu vai di sopra e cominci a far l'amore e sotto, nella hall, le nuove coppie arrivate possono vederti???
E se si spegne solo quel monitor..ma non realmente la telecamera che invece registra su un nastro...e senza saperlo ti ritrovi protagonista di un film porno????
Comunque mi fermo, perchè se no qualcuno di voi comincerà a pensare che io ci sia stata, in un love hotel, e io non intendo affatto ammetterlo!
AH! CON CHI!! A FARE COSA!!!
Tanto non lo ammetterò mai...io e Yoshi ci guardiamo negli occhi e basta ![]()
Non mi credete? ma come...
La cosa strana e` che quando vedi una coppia uiscire dal Love Hotel hai la
inqueitante certezza di sapere che hanno appena fatto sesso.
E ti sembra di conoscere di loro qualcosa di molto intimo. Quando vedi una coppia uscire da un motel in Italia ( ma quando mai vedi un motel in
Italia?????????????????????????????????) pensi sia una coppia clandestina.
Qui no, sai che non c'è proprio niente di clandestino, o almeno non nella
maggior parte dei casi.
Magari sono due fidanzatini che invece di andare al cinema vanno a fare l'amore.
Tanto due ore al Love Hotel costano come due biglietti per il cinema.
I motel sono squallidi, dicono. Squallidi i Love Hotel? Sarò pazza ma io li
trovo adorabili, deliziosi e molto romantici.
Certo forse non c'è nulla di romantico in un love hotel, ma sarà il nome,
sarà pensare a tutti quegli edifici pieni di coppie che fanno l'amore a
qualsiasi ora del giorno e della notte...
che volete che vi dica, per me è romanticissimo.
Ma si sa, ognuno ha le sue malinconie (nel senso di stranezze).
Nel regno del sesso ci sono le hostess e anche gli hosto, sorta di geishi maschi che attraggono fanciulle sole in locali dove uomini attraenti versano loro da bere intrattenendole con charme e non so cosa altro...
due milioni di lire una bottiglia di vino...
complimenti!
E chi ci va? Le donne lasciate dai fidanzati per consolarsi...
Comunque gli hosti sono molto tipo zarro...gli zarri giapponesi sono zarri a modo loro, certo, ma un po` troppo zarri...
per ora ho finito, vi lascio ho appuntamento a Ginza tra mezz'ora con il mio amico Oki, un attore che ha recitato in quattro film di Akira Kurosawa!!!!!
Non ho parole.
ma come sempre ho tanti baci milioni!
valentina
Come mi vedono, come sono sopravvissuta e come parlo il giapponese?
Come sono io per i giapponesi? E cioè come mi vedono?
Per la prima volta in vita mia non sono strana!!! O meglio, lo sono perchè sono straniera, ma questo è direi un fatto piuttosto oggettivo...
cio che sorprende è che per la prima volta nessuno in nessun modo pensa che io sia troppo bianca, troppo dark (in Italia anche quando sono vestita di rosa o di beige lo pensano, solo perchè ho i capelli neri e la pelle bianca, uff che noia!), e nessuno mi ha mai chiesto se ascolto i Cure!!
Miracolo.
Sul serio la mia latteita` qui non è ritenuta qualcosa di insolito.
Qui tutti trovano naturale che avendo io la carnagione bianca spesso preferisca abiti scuri che la evidenziano, anche perchè qualsiasi ragazza giapponese avesse questa "fortuna" farebbe lo stesso.
Già fortuna.
Perchè qui il sogno di qualsiasi donna è essere bianca come me, e il sogno di qualsiasi uomo è avere una ragazza bianca come me.
In effetti qui mi vedono come una specie di dea per via della pelle bianca.
La prima cosa che le ragazze mi dicono quando mi conoscono (i ragazzi non osano dirmi niente la prima volta, ma dicono alle mie amiche, o a volte a me dopo, qualcosa sul fatto che la mia pelle è perfetta) la prima cosa che mi dicono, dicevo, è: che bella che sei, che pelle stupenda, come ti invidio!
La seconda è: che ciglia lunghe, come ti invidio!
La terza è: che bel colore di occhi! Come ti invidio!
Già, incredibile. Per la prima volta in vita mia (tranne per due eccezioni che forse mi stanno leggendo e sanno...) il colore dei miei occhi è
particolarissimo e ambitissimo.
Questa cosa mi ha abbastanza sorpresa...in effetti credevo che si sarebbero commossi di fronte agli occhi azzurri di Gaia o Samantha (ad esempio...non voglio tralasciare nessuno con meravigliosi occhi chiari, sia chiaro, ma cito solo loro ad esempio) invece no!
I giapponesi non amano troppo gli occhi azzurri, certo li ammirano con interesse, ma li ritengono un po' troppo irreali e per nulla adatti ai lineamenti e alla pelle giapponese, per cui nessuna ragazza sogna occhi azzurri o verde chiaro, ma avendo tutte gli occhi molto scuri, sognano gli occhi ..del mio colore!
Le sorprese della vita! Qui tutti notano che i miei occhi sono di un caldo color nocciola/ambra bordati di verde...ho gli occhi del colore della pietra che si chiama occhio di tigre!
quando mai voi ve ne siete accorti (ripeto, salvo le due eccezioni che sanno di esserlo e che se ne sono accorti e ne hanno fatto un culto)?
Qui tutti se ne accorgono e mi ripetono fino all'ossessione quanto i miei occhi siano grandi, belli, speciali, di un colore che è il più ambito e con le
ciglia più belle che abbiano mai visto...
e la mia pelle e del colore del mochi (il dolce di riso che fanno i conigli
sulla luna, ricordate?) cioè quella delle dee e delle principesse mitologiche.
Soddisfazioni della vita, piccole ma benefiche.
Insomma, incarno un ideale di perfezione qui.
Tutti mi fanno complimenti, anche gli anziani in kimono per la strada! Il che è una rarità in Giappone, visto che nessuno parla agli sconosciuti.
Ma potere dell'incarnato color porcellana, sono stata abbordata da
giapponesi, casi più unici che rari! (da stranieri sempre, un indiano mi ha chiesto se il mio ragazzo mi soddisfa, promettendomi un miglior divertimento...ma qui siamo di nuovo nella sfera dell'abbordaggio occidentale, anche se lui era indiano...mentre i giapponesi che
abbordano praticamente non esistono...forse i miei abbordatori giapponese erano squilibrati, come al solito, visto che io attiro sempre gli squilibrati, o forse la mia carnagione li ha squilibrati mandandoli in deliquio...fatto sta che vanto un record non male per una occidentale a Tokyo...)
Le occidentali pare terrorizzino i giapponesi, che le bramano da lontano ma non osano avvicinarsi, infatti anche qui si dice ciò che si dice da noi, e dunque gli uomini giapponesi soffrono di due megacomplessi: non parlare l'inglese e avere dimensioni tecnicamente inadatte a soddisfare una donna occidentale.
Temendo anche solo la possibilità che ciò si riceli vero, essendo molto orgogliosi della loro virilità, girano molto alla larga dalle donne occidentali.
Meglio non sapere mai che delizie può dispensare un corpo femminile
occidentale, piuttosto che rischiare che lei anche solo pensi per un istante che gli occidentali lo hanno più grande e che il loro è piccolo.
( anche se quando si comprano una donna occidentale improvvisamente questo complesso viene meno...pagando comprano anche il diritto
di avercelo piccolo, in fondo pagando si assicurano la propria soddisfazione fisica e non cercano più di tanto la conferma della loro virilità)
Naturalmente, e per fortuna, non tutti pensano cosiì. E molti di questi sono
adesso in giro in occidente a cercarsi una fidanzata occidentale. Qualcun altro è a Tokyo e gira a Roppongi, qualcun altro, come i miei amici, se ne frega e mi racconta tutte queste cose che vi ho raccontato.
Comunque pare che in Giappone io sia bellissima. E in effetti mi sento molto bella.
Più volte mi hanno fermata dei tipi delle pubblicità per farmi delle foto.
Ma non ho mai guadagnato granchè...e veniamo a come sono sopravvissuta.
Tokyo per certe cose è molto economica, se vi dico a quanto mi mangio del sushi gigante e freschissimo mi odierete... per non parlare del the gratis in qualsiasi locale e ristorante...
ma per altre cose è carissima: una fermata d'autobus due euro, e se sbaglio fermata e devo risalire di nuovo due euro...
in media per treni e metrò spendo tra i dieci e i tredici euro al giorno!!!
Certo qualcuno mi potrbbe obbiettare che se stessi a casa risparmierei, ma sono venuta a Tokyo per stare in casa???
Esco ogni giorno e mi faccio dei giri in centro (ehm nei vari centri di Tokyo, l'immensa), e spendo così tanto... certo le distanze sono minimo Milano Pavia...ma comunque è carissimo spostarsi...
se mi voglio bere un caffelatte sono altri 4 euro...il cinema al mercoledì
sconto per le donne sono dieci euro, se no 18...
Allora cosa ho fatto per sopravvivere? Ho iniziato dando le famose lezioni
private ai cantanti lirici...ed è finita che sono diventati tutti i miei
migliori amici e non sono più riuscita a farmi pagare da loro...
Allora ho trovato una scuola di lingua italiana a Yokohama che cercava
insegnanti.. e lì è cominciata la mia squallida seppur magnificamente trash
esperienza del mondo della miseria della scuola di Mr Chiba, un uomo, un mostro!
L'unico giapponese viscido, manifestamente maschilista con l'aria da dongiovanni italiano come solo i giapponesi se la figurano, mafioso all`italiana, cioè con le mani in pasta ma solo un po', 45enne
che si veste come uno zarro di venti che crede che portare una giacca di finta pelle rossa dentro casa anche quando ci sono 25 gradi
sia una chiccheria italiana...(giacca che indossa tutti i giorni, abbinata a
scarpe di pelle rosse fosforescenti)...che ci prova con tutte le insegnanti di italiano, che ti offre il visto di lavoro se ti trasferisci in un dei suoi appartamenti di Tammachi, quartiere di Yokohama, il posto più
squallido dell'universo dove appunto risiede questa magnifica scuola...
Chiba San è quanto di peggio potessi incontrare, ma mi pagava ogni giorno le lezioni più il treno per raggiungere Tammachi, per cui...
Non avendo io accettato di vivere in uno dei suoi appartamenti mi offriva solo poche ore la settimana, ma meglio di niente.
E comunque alla scuola ho conosciuto persone importanti...la mia ora amica del cuore Francesca, che dopo due ore dall'aver fatto la mia conoscenza, al bar di Tammachi mi ha raccontato tutti i segreti dei suoi sconvolgenti ultimi due anni di vita (anche voi aprireste l`anima alla prima venuta sopraffatti dallo squallore di Tammachi e di Chiba) e che vuole vivere per sempre in Giappone,
e Charles, un ragazzo di 21 anni fotografo parigino che mi ha parlato in modo commovente di cio` che lo sconvolge e lo trattiene a Tokyo: il rispetto che tutti hanno per tutto
...io mi sono innamorata di Charles in 30 secondi, giusto il tempo di rendermi conto che è invece del Giappone e dei giapponesi che sono innamorata...
Loro sono i miei unici amici occidentalii.
Grazie al mafioso Chiba San ho ottenuto anche un altro minilavoro...udite udite ho partecipato allo spot pubblicitario televisivo del the Lipton fatto coi limoni d`Italia!
Non dico niente ma compaio chiaramente dietro i protagonisti (due di mezz'eta`: un'americana e un cileno che fanno la parte degli italini vestiti come in una parodia dell'idea che si ha dell'Italia anni 50, ma fa niente, contenti loro...)
e diventerò un`icona nell'immaginario inconscio dei 128milioni di giapponesi che per tutta l`estate si vedranno lo spot di Lipton Limone E` Buono!!!!
Cosa si e` costrette a fare per sopravvivere senza visto di lavoro in terra
straniera...
ma vediamo cosa non sono stata disposta a fare...
i famosi lavori da Hostess intrattenitrice nei club di Roppongi e Ginza....
Ho cercato i posti dove si lavora come hostess. A Roppongi ce ne sono tanti. Ma tutti mi hanno fatto capire che non devo solo parlare e intrattenere, ma anche a richiesta del cliente fare un po` di sesso. Gli uomini occidentali cercano il sesso con le giapponesi, a loro non interessa una ragazza che intrattenga solo parlando, sono a Roppongi per il sesso.
E gli uomini giapponesi che vogliono una donna per compagnia, solo per parlare o cenare la vogliono giapponese, perchè possono parlare la stessa lingua.
Quindi una hostess occidentale è richiesta solo per la terza possibilita`:
uomini giapponesi che vogliono sfoggiare una occidentale come sfoggerebbero il rolex con diamanti o che cercano sesso con donne
occidentali.
Almeno cosi`è a Roppongi.
Gli annunci di lavoro per hostess dicono chiaramente che il lavoro si svolge in hotel...direttamente dal cliente!
Forse non ho potuto incontrare le persone giuste..o i locali giusti...D'altra parte non è facile muoversi tra gli ideogrammi ed eludere la sorveglianza di Megumi che considera tutto ciò la peggiore perversione...
anche perche` le hostess che ammettono che devono fare sesso non
esistono...tutte dicono che parlano e basta,
allora quali sono quelle con cui tutti gli uomini dicono di aver fatto sesso?
Ma in fondo, se voi faceste le hostess a Tokyo ammettereste mai che fate le prostitute? Certo no, dunque due più due fa quattro e quasi sicuramente tutte le hosstess si prostiutuiscono. O magari no ma io non ho trovato i posti giusti. E certo guadagni 20 milioni di lire al mese,
ammetto che se proprio esistesse in me l`intenzione di intraprendere la carriera di meretrice Tokyo sarebbe il luogo ideale per cominciare,
sia per motivi economici sia culturali sia filosofici, ma forse sono ancora
troppo piccola per queste cose...
Dunque non sono diventata ricca in Giappone.
Ma sono stata da dio. E ho imparato il giapponese!!!!
Lo parlo!!! Quanto? Posso conversare, chiedere e dare informazioni, capire di cosa stanno parlando due giapponesi (se non parlano di cose troppo personali o teoriche o di lavoro)
capire un po' di televisione e radio, scrivere e_mail e sms agli amici
giapponesi in hiragana e qualche ideogramma (qui dovreste stupirvi: ho appena detto che scrivo in giapponese!!)
e fare lezione di italiano in giapponese, spiegando la grammatica facendo
esempi e spiegando il significato dei vocaboli esclusivamente in giapponese! ( e qui dovreste gridare al miracolo, almeno io lo faccio!)
Beh io sono sorpresa di me. Non ho studiato niente. Ho deciso che avrei imparato come i bambini: per ascolto e imitazione.
Ogni volta che sentivo o mi spiegavano una parola nuova mi sforzavo di non memorizzarla coscientemente. E poi miracolosamente, a sorpresa, spuntava fuori ad un tratto nel contesto giusto..
la usavo e dicevo: come la so?
Vi giuro ho imparato cosi`, ascoltando, parlando con Erichan e dopo circa un mese, come i bambini, da un giorno all`altro ho incominciato a parlare in Giapponese. Me lo ricordo benissimo, ero allo Starbucks di Hongoosanchoome con Yooko e Makiko.
L'unica cosa strana è che ci sono dei giorni in cui posso parlare benissimo, e dei giorni in cui non mi viene niente.
Ma sono contentissima di aver scelto di imparare così. Certo dieci anni fa ho studiato la grammatica. Quindi una minima base la avevo, ma
chi ha studiato con me 10 anni fa sa che in questi dieci anni non ho mai
proferito parola in giapponese.
E comunque arrivata qui non ero in grado.
La cosa bellissima è che quando parlo in giapponese non penso alla grammatica, ma uso espressioni che ho sentito intere, che ho imparato a mescolare.
Bellissimo esperimento.
E funziona. Con Megumi parlo sempre solo italiano, ma ci sono persone con cui parlo esclusivamente in giapponese.
Sugoi.(che figata in giapponese) e in più man mano che imparo il giapponese parlo meglio anche l`inglese, nel senso che la mia pronuncia inglese e` piu` sciolta e piu` bella...questo effetto collaterale non me lo so spiegare ma forse qualcuno di voi ne sa qualcosa?
Ho anche già sognato in giapponese!
Comunque quando torno mi vedrete parlare in giapponese con Kyoko e gli altri e vrete la prova di questo autentico piccolo miracolo.
In Giappone sono bellissima sempre e brava!!! Forse non dovrei tornare....
Comunque parlare giapponese è bellissimo lo adoro.
Adesso vi saluto, sono stanca morta, ho passato la notte a Shibuya (che vuol dire Valle Amara, ma mai nome fu più ingannatore,
Shibuya è la valle dell`Eden per me), ho fatto colazione alle 8 a uno degli
Starbucks di lì bevendomi un gigantesco Caramel Latte, guardando i corvi enormi di Hitchcock volteggiare intorno ai megaschermi spenti,
gracchiando a centinaia di giapponesi che corrono ad affaccendarsi con lo
sguardo basso...
se questo non è BladeRunner niente lo è...
manca poco ai baci reali
valentina
Comunque ho dimenticato di dirvi, tanto per vantarmi ancora un po`, che ero
l`insegnante piu` richiesta di tutta la scuola, tutti dicevano che le mie lezioni erano bellissime e divertente, in effetti sono brava a trovare gli esempi maliziosi che fanno sorridere anche la piu` inibita delle giapponesine!
Viva Fujiki Naohito, il mio aidoru giapponese tante volte citato nei miei esempi sulla costruzione di "mi piace"!
Se volete ammirarlo cercate le sue foto in rete!
Ma forse è più bello Oshio Manabu!!!
In realtà ho donato il mio cuore a Naohito, ma bramo il corpo di Manabu!(che tra l`altro significa imparare, ma voi chiamereste vostro figlio imparare?)
Cercate, carcate!
ancora baci da Tokyo
valentina
E dopo Ken il guerriero testimonial della Shiseido, e io semitestimonial nascosta del the Lipton ( l'ho sempre odiato, mi rifiuto di frequentare i bar che lo spacciano per the, ironia della sorte), vi comunico piena di gioia che Sampei il pescatore (ricordate? Sampei Sampei..una canna fatta di magia...e poi si chiedono perchè da grandi ci si fa le canne...) è testimonial di una nota marca di riso!!!!
Ma cosa c'entra il riso con lui che è pescatore? Beh più o meno c'entra come Ken il guerriero con i cosmetici da uomo, penso...l'associazione deve essere stata fatta sulla base di criteri simili...
Amo i Giapponesi.
Ecco la mia ultima mail da Tokyo....
E come mi sento?
Mi sento nuova al mondo.
Mi sento splendidamente.
Mi sento una bambina di 9 anni che pensa di avere capito tutto della vita.
Mi sento un p' giapponese, ho imparato nuovi gesti, ho nuove parole, ho seminato un po' di desideri in giro per Tokyo, e mi sento molto occidentale.
I primi giorni essere circondata da 20 milioni di volti giapponesi era sconvolgente, passavo intere giornate senza incrociare uno sguardo occidentale.
Mi sentivo l'unica occidentale in tutto il Giappone.
A Tokyo ce ne sono, ma davvero possono trascorrere intere giornate senza che io ne veda.
Osservare tutti quei volti orientali era straordinariamente interessante, ne ero avida ed era una pratica intensa, non volevo perdermi un'espressione, una forma d'occhi, un profilo, un modo di ridere e la sera ero stanchissima.
Dopo un po' tutto ciò è diventato normale, normale al punto da far avvenire in me una piccola rivoluzione ... una parte di me si è talmente abituata ai volti giapponesi che i volti stranieri sembravano stranieri e diversi anche a me...ma soprattutto... la sera, tornando a casa, quando mi vedevo allo specchio restavo sconcertata dal mio viso!
In un qualche modo mi ero convinta a livello inconscio che tra me e i giapponesi non ci fosse nessuna differenza somatica, cioè lo "sapevo" sempre che siamo diversi, ma non lo "sentivo" piu`...quindi guardandomi allo specchio, per la prima volta in vita mia vedevo il mio viso... occidentale!
Gli occhi e il naso...diversi.....
stando con i giapponesi mi sono in qualche modo identificata con loro e la percezione del mio viso è cambiata, suona alieno a dirsi, ma ai miei occhi sono sconvolgentemente e inaspettatamente occidentale.
Sono occidentale! Non lo ho mai saputo così.
La mattina vi svegliate, e vi guardate, e vi sapete, e magari notate le occhiaie, i segni, e dite ma come mi stanno i capelli oggi, e che aria ho, e cose varie, certo vi osservate, oggi niente male, oggi un disastro, si vede che non ho dormito, che orrore, oggi è meglio che mi trucchi, ah! ho preso un po' di sole, e così via...
ma vi siete mai guardati notando come prima cosa eclatante, quasi foste diventati verdi, che il vostro volto è occidentale??? Per me è stato come guardare un'altra persona.
Ho pensato, ok ero borderline e ora ho travalicato quella liena, adesso comincerò a sdoppiarmi, mi salutavo da sola allo specchio... poi ho parlato con Miyuki, l'amica di Kyoko che vive a Milano e che ora è qui a Tokyo con me, e lei mi ha detto che quando è a Milano le accade la stessa cosa!
Allora è una sorta di accadimento psicologico che ha a che fare con le teorie della percezione di sé...quanto formiamo l'immagine di noi sulla base della percezione dei corpi e dei volti che ci circondano...
Comunque mi sento giapponese, e più mi sento giapponese più mi sento occidentale. Ho visto in una vetrina un'affiche francese del MoulinRouge e ho provato una stretta al cuore, come se avessi visto la foto di mia sorella...
Più amo il Giappone ( e lo amo sempre più) più mi sento immersa nella mia cultura...
E come mi sento?
Bene.
Decisamente bene.
Davvero benissimo.
I miei momenti migliori?
Mentre faccio merenda al sushi bar da 1700lire (100yen), guardando fuori le persone che passano, passano veloci, mentre io sono rallentata come il protagonista di Honkong Express...e la radio mi trasmette straordinario poptrahsrockhiphoppunk giapponese...e il mio tempo mi piace...
A Tokyo Eki, nel negozio di gadget dei film di Miyazaki, dove un ragazzo bellissimo del Kyushu (ve lo spiego dopo) fa il commesso e indossa un grembiule a forma di grande Totoro, e io gli chiedo se lo posso comprare e lui mi dice che sono finiti, e io giro ancora un po' e lui ci pensa e poi si avvicina a me e mi regala il suo! Di nascosto, a bassa voce e scusandosi con mille inchini perchè è sporco...
Gli ho comprato una torta!
Allo Starbucks di Shibuya, in alto, in un giorno di pioggia, a guardare venti milioni di ombrelli che attraversano senza posa il mio incrocio, quello in cui mi drogo di folla...
A casa mia, alle due di notte, sempre mentre piove, immersa in una vasca d'acqua termale a 43 gradi e nel silenzio più totale, sento ogni goccia di pioggia.
Una mattina, a casa di Satoshi ( sì ho dormito da Satoshi, ma non con Satoshi, bensì con Francesca che ha affittato una stanza da lui ), da sola dopo che loro sono andati al lavoro, con il sole che filtra dalle finestre e illumina alcuni tratti del tatami che ricopre il pavimento,
mentre mi preparo lentamente, godendomi il risveglio in una casa tradizionale giapponese, a Shimokitazawa- un quartiere di casette come nei film di Miyazaki- mentre mi ascolto i Velvet Underground e Nico a tutto volume....
Al mattino, quando mi sveglio con i corvi giaganti che mi gracchiano nelle orecchie, e mi ricordo che sono a Tokyo...
Ogni volta che mangio anko e penso che il mio talento migliore è senza dubbio quello di sapermi circondare di persone meravigliose e che valgono la pena, ovunque io vada (questo era un complimento a voi...colto?)
Ci siete? Sto per tornare...baci... manca pochissimo...
